Ogni adolescenza.

È ora di tirare le somme – oggi in italiano.

Con lunedì ho concluso la mia prima esperienza di insegnamento ad un workshop di fotografia in collaborazione con La Tempesta e Il Rivolta. Un workshop è diverso da una lezione. Lo dice la parola stessa, c’è del “work” da fare. Ci si sporca le mani. Cecilia Ibañez mi ha coinvolto in questa esperienza che lei gestisce ormai con grande disinvoltura da anni. Lei la Tempesta l’ha vista crescere da vicino. Io invece l’ho vista crescere da “utente”.

Questa è la grande differenza. E di questo volevo scrivere.

Sono nato a Pordenone, ho scoperto la musica della mia città ad adolescenza inoltrata, sono arrivato un pelo tardi, credo. La prima volta che ho ascoltato La Testa Indipendente dei TARM ero al mare, stavo aspettando la corriera per tornare verso casa. Non ci potevo credere che gente così vicina a me potesse parlarmi tramite la musica, di cose che sentivo così mie. Faceva sembrare tutto ancora più vicino, ancora più forte.

Come molti altri coetanei sono andato anche a ritroso nella scena di Pordenone, riscoprendo Futuritmi, Tampax e tutti gli altri. Ma il fascino più grande ( o forse è meglio chiamarla sindrome da fratellino minore ) l’ho vissuto guardando al Post-Great Complotto.

Ieri viaggiando con Cecilia in macchina ci siamo ritrovati ad ascoltare un intervista a Davide Toffolo su Radio 2, dove qualcuno ha definito i TARM un fenomeno sociale.  Io sono d’accordo, e credo anche che tutto il movimento delle band da loro supportate e prodotte in questi anni si stia definendo come tale. La Tempesta non è solo un’etichetta, è finalmente il nome che possiamo dare al movimento nella sua interezza.

Provo riverenza per questa scena, ho deciso di guardarla per quanto mi è possibile sempre dal”esterno. Ho paura che se mi avvicino troppo potrebbe sparire la magia. La pelle d’oca. E allora la distanza rimane, mi avvicino ogni tanto, scatto qualche foto. Ma poi torno a casa e rimango ad ascoltare.

Grazie Cecilia, grazie Davide, grazie Enrico, grazie Luca. Grazie a tutti quelli che fanno vivere La Tempesta. Nei prossimi giorni inizieremo a pubblicare le immagini che hanno prodotto i ragazzi del workshop – alcuni bellissimi lavori. Tornate a leggerci.

Qui sotto una piccola anteprima delle immagini della serata. Hard Core Tamburo, Umberto Maria Giardini e Pan del Diavolo.

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